Gli Inglesi e l’Italia

Intervista

Giovanni Fasanella giornalista ormai da anni impegnato nella ricostruzione del non detto della storia italiana al ventunesimo libro, autore di Colonia Italia gi√† il titolo ci suggerisce qualche cosa insieme a Mario Jos√© Cereghino Giovanni Fasanella, buongiorno. Si buongiorno, buongiorno a te Io mi sono imbattuto in un articolo che parlava del tuo ultimo libro e ne sono rimasto affascinato, perch√© quando si pensa alle ingerenze della storia del nostro Paese le ingerenze dall’estero, specialmente negli ultimi tempi si pensa sempre agli Stati Unita d’America invece tu hai scritto un libro, ma pi√Ļ di uno, che racconta come le interferenze di Sua Maest√† e parliamo di Regno Unito, hanno da anni cercato di conformare, di manipolare l’opinione pubblica in Italia per ottenere i loro scopi. Ecco a me piacerebbe molto che tu facessi una storia in questo senso, ovviamente per quello che si pu√≤ fare in una ventina di minuti, di come questo influsso ha cambiato le nostre vite nella sostanza. Guarda, basta aprire una cartina geografica e vedere dov’√® L’Inghilterra, un isola del Nord Europa dove sono stati per molti decenni, e ancora oggi i suoi interessi economici, strategici, militari in Nord Africa, L’Africa, il Medio Oriente, l’Estremo Oriente Che cosa c’√® tra la Gran Bretagna e i suoi interessi ? c’√® il Mediterraneo e al centro del Mediterraneo c’√® l’Italia Quindi gi√† dai tempi del Risorgimento l’Italia per la Gran Bretagna era una postazione di fondamentale importanza attraverso la quale poteva controllare i suoi domini e le sue rotte marittime verso diciamo le zone sensibili quindi il controllo, l’Inghilterra ha esercitato un controllo sull’Italia gi√† a partire dal Risorgimento ed √® una storia ancora in corso. Quindi Giovanni entrando nel dettaglio. Che cosa succede dalla Seconda Guerra Mondiale in poi? Beh, succede che l’Italia perde la guerra e che tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti c’√® una visione molto, diciamo, conflittuale sul problema Italia, sul come cio√® trattare il nostro Paese. Per gli Stati Uniti noi eravamo un Paese cobelligerante cio√® che si era auto liberato dai nazi-fascismo combattendo al fianco degli alleati. Per la Gran Bretagna invece noi eravamo un paese sconfitto, punto e basta cio√® quindi un paese soggetto ai vincoli imposti attraverso trattati internazionali dalle potenze vincitrici alle nazioni sconfitte. Questo ha determinato il corso degli eventi della storia successiva cio√® della storia italiana dei decenni successivi, praticamente sino ai giorni nostri. Perch√© la Gran Bretagna ha avuto un occhio particolare sull’Italia al punto da ottenere al tavolo della pace cio√® quando le grandi potenze vincitrici cominciarono a spartirsi il Mondo in aree di influenza? All’interno del campo Atlantico la Gran Bretagna pretese e ottenne dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica una sorta di diritto di supervisione sull’Italia quindi l’Italia, dalla seconda guerra mondiale in poi √® paese che appartiene all’area di influenza britannica. E questa influenza come si √® esplicata? Bisogna stabilire una differenza importante ancora una volta tra Stati Uniti e Gran Bretagna. Gli Stati Uniti hanno combattuto anche in Italia una guerra contro il comunismo legittima, illegittima a seconda dai punti di vista ma hanno combattuto una guerra contro i comunisti La Gran Bretagna non ha combattuto solo una guerra contro il comunismo, ha combattuto una guerra anche contro l’Italia e in modo particolare contro quella parte delle classe dirigente italiana del secondo dopo guerra penso ai De Gasperi, ai Mattei, ai Fanfani, ai Vanoni fino ad Aldo Moro quella parte dirigente della casse italiana sovranista cio√® che pur nel contesto di una alleanza internazionale l’Italia faceva parte di questo campo del mondo l’Occidente, l’Alleanza Atlantica ma all’interno di questo contesto si muoveva con una propria visione sulla base di un proprio interesse nazionale. Era l’Italia del dopoguerra uscita a pezzi e che per√≤ voleva crescere voleva riprendersi, voleva ricostruire le proprie istituzioni voleva ricostruire il proprio sistema economico e per poterlo fare aveva bisogno di quella, diciamo quella materia prima che √® il sangue, l’ossigeno, per ogni sistema e cio√® il petrolio, l’energia. Ecco questo √® stato all’origine di un conflitto con la Gran Bretagna che dura ancora oggi. – Parliamo facendo nomi proprio pratici, Enrico Mattei. – Ci stavo arrivando, Enrico Mattei. Noi raccontiamo, in Colonia Italia, come la Gran Bretagna, che ha esercitato un controllo pressoch√© assoluto sul nostro sistema di informazione ha usato la stampa , i giornali, gli opinion leaders, gli intellettuali per orientare l’opinione pubblica e tentare di condizionare le scelte politiche dei partiti e dei governi. Una di queste grandi scelte su cui la Gran Bretagna ha tentato di condizionarci √® stata appunto la politica mediterranea, la politica energetica la politica petrolifera dall’Italia. De Gasperi, presidente del consiglio, nel 1953 aveva il mandato britannico di scogliere l’AGIP Mattei, nel 1953, era stato messo alla presidenza dell’Agip per scioglierla e, invece di sciogliere l’Agip, lui fond√≤ l’Eni grazie anche a un decreto del presidente del consiglio appunto Alcide De Gasperi e dopo aver fondato l’Eni Mattei comincio ad attuare una propria politica perch√© non era accettata l’Italia di Mattei, l’Italia di quegli anni l’Italia dell’Eni al tavolo delle grandi compagnie internazionali, in modo particolare di quelle britanniche con pari dignit√†, era accettata, diciamo ammessa a sedersi diciamo tuttalpi√Ļ su uno strapuntino. Ma Mattei e l’Italia di quegli anni non volovano assolutamente dipendere dal punto di vista energetico dalla Gran Bretagna per cui cercarono autonomamente le fonti di approvvigionamento offrendo ai paesi produttori di petrolio che erano quasi tutti controllati dalle compagnie britanniche condizioni pi√Ļ favorevoli. E questo, sa c’era la regola del fifty-fifty la famosa regola del fifty-fifty cinquanta per cento ai produttori cinquanta per cento alle compagnie petrolifere straniere. Questa √® una regola imposta dalle famose Sette Sorelle. Mattei cambi√≤ le regole dello scambio proponendo il 25% alle compagnie cio√® all’Eni e 75% ai produttori. Per cui, i paesi produttori di petrolio trovarono pi√Ļ conveniente fare affari con l’Italia che non con la Gran Bretagna. Ovviamente, questo disturb√≤ parecchio gli inglesi Nel libro raccontiamo come la macchina, ecco, la rivelazione di questo libro √® l’esistenza di una vera e propria macchina della propaganda occulta britannica e questa macchina venne scagliata contro De Gasperi contro il suo pupillo politico il suo erede politico, Attilio Piccioni, attraverso la macchina del fango. De Gasperi venne coinvolto in uno scandalo il famoso scandalo Guareschi-De Gasperi delle lettere che poi risultarono false fabbricate dalla propaganda occulta inglese e l’erede di De Gasperi, Piccioni, venne coinvolto in un altro scandalo quello famosissimo di Vilma Montesi, la ragazza trovata morta sulla spiaggia di Torvaianica, il figlio di Piccioni, Attilio, venne coinvolto in quello scandalo e il padre, ministro degli esteri e sodale di De Gasperi e protettore di Mattei, venne travolto da quella ondata di fango e poi lo scandalo si rivel√≤ completamente infondato perch√©, lo scandalo‚Ķ le responsabilit√† del figlio di Piccioni non erano quelle che la campagna ispirata dalla macchina occulta britannica gli aveva attribuito. Tant’√® che Piero Piccioni fu qualche anno dopo prosciolto nel processo e quindi risult√≤ innocente. Questo √® solo un esempio di come la Gran Bretagna √® intervenuta pesantemente nelle nostre vicende interne e adesso ho citato due episodi che sono collegati proprio a un fatto specifico di guerra energetica, di guerra petrolifera. L’Iran di Mossadeq che aveva nazionalizzato il petrolio britannico e la Gran Bretagna reag√¨ imponendo l’embargo e l’Italia dell’Eni e di De Gasperi violarono quell’embargo e Winston Churchill, l’allora premier britannico, come raccontiamo nel libro (ci sono dei documenti desecretati inglesi), ordin√≤ ai suoi apparati di dare una lezione agli italiani perch√© avevano osato violare l’embargo imposto dagli inglesi contro l’Iran. – E quindi la morte di Mattei? Che ricordiamolo, cadde nel suo aereo privato nei pressi di Landriano, in provincia di Pavia. – Sulla morte di Mattei‚Ķ ‚Ķquell’episodio lo ricostruiamo nel libro precedente , Il Golpe inglese. Ma parliamo anche di lui in questo libro perch√® sono emersi nuovi documenti sulla guerra scatenata dal macchina della propaganda occulta contro Enrico Mattei. Enrico Mattei, che attraverso la sua politica, emargina progressivamente le compagnie, gli interessi britannici in aree che gli inglesi consideravano, cito testualmente un documento “‚Ķper importanza, seconde soltanto alla Gran Bretagna stessa.” quindi aree come la Libia, come l’Egitto, come l’Iran, come l’Iraq che per gli inglesi erono di vitale importanza. E Mattei and√≤ a ficcare il naso con la sua politica in queste zone disturbando, anzi emarginando addirittura nel corso degli anni, la presenza britannica. In questi documenti Mattei viene definito dagli inglesi un pericolo cito testualmente “un pericolo mortale per gli interessi britannici nel mondo”. Ce n’√® un altro, un altro documento che a venire la pelle d’oca perch√® √® un documento del 1962 in cui gli inglesi dico abbiamo tentato di fermare anzi, prima dicono “√® una verruca, √® un escrescenza da rimuovere in ogni modo”, e poi in quel documento del ’62 gli inglesi dicono: “abbiamo tentato di fermarlo in tutti i modi noi non ci siamo riuscit, forse √® giunto il momento di passare la pratica alla nostra Inteligence”. Sei mesi dopo, Enrico Mattei mor√¨ nell’incidente aereo che tu hai ricordato e che oggi sappiamo con certezza anche sul piano giudiziario che fu un sabotaggio. – La vicenda di Aldo Moro invece? – La vicenda di Aldo Moro si colloca esattamente nello stesso contesto della vicenda di Enrico Mattei. Aldo Moro √® stato l’erede della politica mediterranea di De Gasperi. Tra il 1969 e il 1975 Aldo Moro √® stato l’ispiratore della politica estera italiana; era il ministro degli esteri in diversi governi e riusci a mettere a segno ulteriori colpi contro gli interessi inglesi in Libia. Certo non √® che gli italiani scherzassero a loro volta. In Libia nel 1969, con Moro ministro degli esteri, ci fu un colpo di stato che rovesci√≤ la monarchia filo-britannica e port√≤ al potere il Colonnello, dovrebbe dire qualcosa questo nome, Mu’ammar Gheddafi, addestrato nelle accademie militari italiane. E Gheddafi, √® vero che caccio via gli italiani, ma subito dopo nazionalizz√≤ il petrolio che era controllato dalle compagnie britanniche espulse dalla Libia le basi militari britanniche e inizi√≤ un rapporto privilegiato con gli italiani grazie al quale l’Italia conobbe un periodo di grande benessere economico. Poi negli anni successivi anche altri colpi messi a segno: l’Iraq. L’Iraq dove il regime nazionalista aveva espropriato, nazionalizzato il petrolio controllato dalle compagnie britanniche ed era entrato, e l’Eni era riuscito a penetrare anche l√¨ ovviamente, grazie ai successori alla dirigenza dell’Eni di Mattei, ma sopratutto grazie alla politica estera di Aldo Moro. Bene. Nei documenti di Colonia Italia, ne pubblichiamo uno che veramente fa venire i brividi, √® del gennaio del ’69. – Ho gi√† i brividi ti posso confermare dopo queste tue testimonianze. – E’ niente, √® niente. Nel gennaio del 1969 il responsabile della macchina della propaganda occulta britannica a Roma (se vuoi ti dico il nome, ma nel libro c’√® il nome, c’√® anche la data del documento, il documento √® riportato con tutti i suoi riferimenti archivistici per cui chiunque voglia andare a controllare pu√≤ farlo). Il documento dice, insomma “attraverso la macchina della propaganda occulta non abbiamo ottenuto grandi risultati contro questa classe dirigente italiana”, invita il suo governo a passare ad altri metodi “dobbiamo adottare altri metodi”. Quali metodi? Questa parte del documento √® oscurata ancora oggi e ancora oggi coperta dal segreto! Io continuamente chiedo agli opinionisti, ai direttori di giornali, alla stampa: “ma perch√© non chiedete al governo britannico la desecretazione di quella parte di documento in cui sono spiegati gli altri metodi da utilizzare contro l’Italia a partire dal 1969?” Nel 1969 ci fu la strage di piazza Fontana, e inizi√≤ una stagione di sangue lo stragismo, il terrorismo che tocc√≤ il suo punto pi√Ļ alto con il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro. E anche qui c’√® da dire qualcosa a proposito dell’intervento britannico. Nel 1976‚Ķ (questo √® provato perch√© sono gli stessi documenti inglesi desecretati e conservati nell’archivio di stato di Kew Gardens a disposizione di tutti) ‚Ķgli stessi documenti inglesi, dicevo, raccontano di un progetto, di un tentativo di colpo di stato organizzato, progettato dagli inglesi nei primi sei mesi del 1976 per bloccare la politica di Aldo Moro. Quel progetto venne sottoposto all’attenzione degli alleati francesi, tedeschi e americani. I francesi aderirono immediatamente perch√© l’Italia era un concorrente temibile anche per i francesi, non solo per gli inglesi. I francesi aderirono immediatamente a quel progetto mentre americani e tedeschi si mostrarono molto pi√Ļ scettici e dissero agli inglesi: “Ma voi siete pazzi! Un colpo di stato in Italia, a parte i contraccolpi negativi nell’opinione pubblica per l’Alleanza Atlantica, ma poi c’√® una sinistra forte, c’√® un organizzazione sindacale molto radicata cio√® ci sarebbe una reazione, e quindi il bagno di sangue.” E gli inglesi allora misero da parte il progetto di un colpo di stato vero e proprio, classico. Per√≤ c’√® un altro documento che pubblichiamo nel libro. Scrivono: “Visto che non √® possibile attuare un colpo di stato militare classico per l’opposizione di Germania e Stati Uniti d’America passiamo a un piano B”. Qual’era questo piano B? Purtroppo anche in questo caso, come nel documento che ho citato prima c’e’ soltanto il titolo e il titolo, ti devo dire, √® agghiacciante e lo voglio citare proprio testualmente. Il titolo di questo documento √® “L’appoggio a una diversa azione sovversiva per bloccare Aldo Moro” Appoggio a una diversa azione sovversiva. Quale poteva essere questa azione sovversiva? Naturalmente io non lo so perch√© anche questa parte del documento √® ancora oggi secretata protetta dal segreto a sua tempo venne oscurata per persino agli americani e ai tedeschi e anche in questo caso non mi sforzo di chiedere agli opinionisti italiani, alla stampa italiana siamo in un paese in cui rivendichiamo tutti i giorni verit√† e giustizia‚Ķ beh, quando ci troviamo di fronte a un documento di questo tipo, ma che ci vuole a chiedere a gli inglesi di desecretare anche questo documento per capire quale poteva essere <>? Magari non c’entra nulla con il sequestro e l’assasinio, le cui responsabilit√† ovviamente ricadono sulle Brigate Rosse italiane. Magari attraverso la desecretazione di quel documento scopriamo cha la <> con cui gli inglesi volevano bloccare Aldo Moro, era soltanto una scampagnata della regina Elisabetta in Italia. – Beh ma sai, gi√† la parola sovversiva non √® che sia di buon auspicio o si possa prendere cos√¨ alla leggera. – Certo per√≤ mi darebbero subito del complottista se entrassi pi√Ļ nei dettagli, ma nel nostro libro noi non facciamo della dietrologia, non facciamo del complottismo, ci basiamo esclusivamente sui documenti. CI sono due documenti drammatici che segnano due fasi drammatiche della nostra storia: Piazza Fontana e l’assassinio di Aldo Moro. Entrambi questi documenti sono incompleti, sono ancora oggi secretati e, visto che la Gran Bretagna √® un paese nostro amico, √® un paese, addirittura, nostro alleato, sarebbe utile per noi sapere se questo paese amico ha avuto un qualche ruolo oppure no nella strage di piazza Fontana e nell’assassinio di Aldo Moro. – Il ruolo del Regno Unito nella politica italiana, cio√® le sue ingerenze, la sua manipolazione dell’opinione pubblica √® ancora attivo? E’ ancora pressante? Esercita ancora un influenza? Oppure nel tempo si √® attenuato? – Qui, allo stato delle nostre ricerche, che ovviamente continuano, non posso fare riferimenti precisi per il momento a dei documenti e ci stiamo ancora lavorando. Ma, sulla base di quello che abbiamo letto e pubblicato finora, ho ragione di ritenere che oggi il controllo britannico sul nostro paese sia ancora pi√Ļ forte di prima perch√© hanno distrutto quella parte della classe dirigente che si opponeva, che aveva una visione dell’interesse nazionale d’Italia, ed era entrata in conflitto con gli interessi britannici e si opponeva al predominio britannico nel nostro paese e voleva esercitare un ruolo nell’area del Mediterraneo e in Medio Oriente. Quella parte della classe dirigente italiana √® stata completamente rasa al suolo. Oggi che noi abbiamo, ahim√®, un ceto politico debole, fragile, abbiamo esponenti di governo, e non solo di governo anche d’opposizione, ai quali se vai a chiedere “Chi era Aldo Moro? Chi era Enrico Mattei? Chi era Ezio Vanoni?” credo che pochi saprebbero rispondere con cognizione di causa. Abbiamo un ceto politico fragile, debole e succubo – Quando dici che una classe dirigente che aveva a cuore l’nteressi di questo paese √® stata rasa al suolo. Facciamo i nomi, a chi ti riferisci? Mi riferisco a tutto il ceto politico dalle prima repubblica, con questo non voglio ovviamente‚Ķ – ‚Ķdire che fosse tutto rosa e fiori certo per√≤ √® in dubbio ed √® innegabile, e lo sostengo anche io, che quella classe politica √® stata fatta fuori anche perch√© non rispondeva a gli interessi dei cosi detti “poteri forti”. – Esattamente. Era una classe politica corrotta, su questo non c’√® dubbio, era una classe politica delle mazzette‚Ķ dobbiamo ripetere tutto quello che di negativo si pu√≤ dire sulla classe politica della prima repubblica, ma era la classe politica di un sistema di un regime bloccato, tra l’altro, anche per imposizioni straniere, anche per vincoli imposti,‚Ķ Il trattato di pace nel 1947 sai, questo nessuno lo sa‚Ķ Sai cosa prevede? Quel trattato di pace √® ancora in vigore perch√© √® stato costituzionalizzato. Prevede per esempio (c’√® una clausola, √® l’articolo 16 di quel trattato) che “le autorit√† politiche italiane s’impegnano a garantire l’impunita a tutti i cittadini italiani, che hanno aiutato la causa alleata a partire dal 1943”, cio√® dallo sbarco alleato in Sicilia! Lo sbarco alleato in Sicilia fu fatto anche grazie all’appoggio dei Boss mafiosi. E allegato a quel articolo c’√® un elenco di nomi, che √® ancora oggi segreto, nomi di persone alle quali le autorit√† politiche italiane non potevano e probabilmente non possono ancora oggi torcere un capello. Non mi stupirei se in quel elenco si trovassero tantissimi boss mafiosi che hanno segnato tragicamente la storia della Sicilia e non solo nel dopoguerra. Questo solo per fare un esempio di come poi il regime italiano si √® corrotto, il regime politico italiano si √® cos√¨ strettamente collegato anche con i poteri malavitosi. Questo √® accaduto anche perch√© le mafie erano funzionali agli interessi delle potenze vincitrici della guerra. Ora, naturalmente, ripeto, io non voglio alleggerire le responsabilit√† enormi, gigantesche, del ceto politico della prima repubblica. Per√≤ non c’√® dubbio che quel ceto politico fu raso al suolo anche perch√© si opponeva, come dicevo prima, al predominio britannico, agli interessi britannici, agli appetiti britannici sul nostro sistema economico. Si opponeva alla privatizzazione, alla svendita dei nostri gioielli di famiglia come √® accaduto purtroppo dopo il crollo della prima repubblica e come temo accadr√† ancora di pi√Ļ oggi. L’Italia oggi √® un paese impoverito. L’Italia oggi √® un paese che ha perso posizione anche perch√© il suo sistema economico, i suoi gioielli di famiglia sono stati svenduti a interessi stranieri. – Ma se tu oggi dovessi fare una classifica dei paesi che maggiormente hanno ingerenza nel nostro paese, quindi, non so, Stati Uniti, la Gran Bretagna, questa classifica come sarebbe? – Ma, guarda, l’Italia √® sempre stato ovviamente un campo di battagli fra interessi. Questo √® dalla notte dei tempi e quindi non c’√® solo la Gran Bretagna ovviamente che manovra, che interviene. Ma se io dovessi fare una classifica direi che per certi aspetti gli Stati Uniti d’America‚Ķ Gli Stati Uniti d’America hanno un influenza per quanto riguarda, diciamo cosi: il sistema della sicurezza globale. L’Italia ancora oggi, gli americani si erano illusi, commettendo un grave errore, finita la guerra fredda che, morto il comunismo l’Italia avesse perso la sua funzione strategica, quindi mollarono un po’ la presa, consentendo ai francesi e sopratutto agli inglesi di “tuffarsi” nelle nostre vicende nelle nostre vicende interne. Poi in realt√†, con l’emergere del nuovo pericolo, del nuovo nemico, cio√® il terrorismo di matrice islamista, l’integralismo islamico‚Ķ – Che per altro hanno contribuito a creare. – Che per altro hanno contribuito a creare anche loro. Noi siamo proprio seduti sul cratere di un vulcano perch√© all’inizio degli anni 90 la corrente islamista spingeva, premeva dalle ex-repubbliche sovietiche asiatiche fino all’Algeria e al Marocco passando ovviamente attraverso il Medio Oriente. Quindi gli Americani capirono di aver commesso un errore e che si doveva riprendere un po’ in mano la situazione italiana, ed √® quello che fecero. Ma gli Americani, pi√Ļ che interessi economici hanno interessi strategici legati alla sicurezza. La Gran Bretagna, che √® la grande piazza finanziaria del mondo, √® la capitale della finanza del mondo, √® invece intervenuta con tutt’altri obbiettivi. Quindi c’√® questa differenza: Stati Uniti e [separatamente N.d.R.] Gran Bretagna. Ma, ancora una volta, gli Stati Uniti in un contesto che √® quello della sicurezza di quest’area del mondo la Gran Bretagna con il proprio esclusivo interesse nazionale perch√© gli inglesi sempre e solo questo hanno fatto. – Ma tu nelle tua ricerche, Giovanni, ti sei occupato per caso anche del Britannia? – Mi sto occupando. – Te ne stai occupando? – Mi sto occupando del Britannia e, ripeto, essendo io e Cereghino due ricercatori abituati a scrivere sulla base dei documenti, procediamo‚Ķ – Con cautela. – ‚Ķcon cautela perch√© tutto quello che scriviamo deve essere sostenuto da prove documentabili, inconfutabili. – Insomma credo che chiunque abbia ascoltato questa tua testimonianza sia rimasto un po’ agghiacciato. Molti avranno di che riflettere. Sono sicuro che ci saranno molte domande, qualche obiezione percui vorrei strapparti la promessa di tornare qui per rispondere in qualche modo e per continuare questo discorso che io reputo veramente interessante sopratutto fondamentale per non continuare ad occuparsi degli scontrini di Marino ma occuparsi davvero e finalmente delle cose che contano. Torni? – Molto volentieri.